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Studio Drift è nato nel 2007 dagli artisti olandesi Lonneke Gordijn e Ralph Nauta. Forte di un team interdisciplinare, il duo realizza installazioni scultoree, oggetti cinetici e performance che reinterpretano i fenomeni naturali grazie alla tecnologia. Le loro opere coniugano poesia e innovazione e spingono a ripensare il rapporto tra l’uomo, lo spazio e l’ambiente.

In collaborazione con Audi, Lonneke Gordijn e Ralph Nauta hanno fatto del principio del vento un poetico gioco di luci, materiali e suoni. Nell’attraversare il campo di elementi mobili, vengono messe in moto delle onde e si sperimenta di persona come un singolo impulso possa trasformare un intero ambiente.

«Il vento rappresenta la forza motrice dell’evoluzione e dell’innovazione in natura. Senza movimento non c’è progresso», spiegano i fondatori dello Studio DRIFT. La loro installazione ci ricorda che anche noi siamo continuamente parte di un sistema dinamico, in dialogo con l’ambiente circostante.

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Studio Drift ©

La tecnologia vista in chiave poetica

Fondato nel 2007 ad Amsterdam, lo Studio DRIFT crea da quasi due decenni opere che uniscono arte, natura e tecnologia. Sculture cinetiche, performance con droni, installazioni luminose: l’obiettivo del duo di artisti rimane sempre quello di rendere visibili e tangibili i meccanismi nascosti della natura. Le opere di questi artisti di fama internazionale sono esposte nelle collezioni di istituzioni come il Rijksmuseum di Amsterdam, il Victoria and Albert Museum di Londra e il SFMOMA di San Francisco.

Nel 2017 sono stati nominati «Designer of the Year» dalla rivista Dezeen. Ma ciò che caratterizza le loro opere non è soltanto la precisione tecnica. È il silenzioso stupore che suscitano: per il ritmo della vita, per la forza del movimento e per il nostro legame radicato e spesso dimenticato con la natura.

Piccoli impulsi, grande effetto

Il fatto che il movimento giochi un ruolo così importante nelle opere di DRIFT ha origini profonde. Se Lonneke Gordijn e Ralph Nauta non appartenessero strettamente al mondo dell’arte e del design, potrebbero immaginarsi una carriera nel campo dell’animazione cinematografica. «La possibilità di infondere vita a cose inanimate mi affascina molto», sostiene Lonneke Gordijn. «Forse è per questo che il movimento svolge un ruolo così importante in tutte le nostre opere d’arte». Come nell’animazione, anche in DRIFT l’interazione di piccoli impulsi crea un grande effetto emotivo, un principio che ricorre costantemente in tutta la loro opera.

«Il vento rappresenta la forza motrice dell’evoluzione e dell’innovazione in natura. Senza movimento non c’è progresso» Lonneke Gordijn, cofondatrice di DRIFT

L’importante è il movimento

Alla Milano Design Week 2025 si sono incontrati due mondi: con l’installazione luminosa robotizzata «Drift Us», lo studio DRIFT ha fatto del cortile interno del Portrait Milano un paesaggio vivace, un omaggio al vento come forza motrice della natura. In collaborazione con Audi è stato realizzato un campo di luce, suono e movimento coordinato sia dal punto di vista tecnico che concettuale. L’installazione ha dato prova che anche i più piccoli cambiamenti possano dare vita a processi più grandi. Allo stesso tempo, Audi ha inaugurato il 30° anniversario del suo programma di personalizzazione Audi exklusiv con una A6 Avant raffinata in blu Baikal e oro neodimio. Anche in questo caso, l’attenzione era focalizzata sull’unione di tecnologia, estetica dei materiali ed espressione personale.

La collaborazione tra Audi e DRIFT ha testimoniato come tecnologia, design e percezione dello spazio possano essere coniugati tra loro, in una riflessione comune sul cambiamento, sulla materialità e sull’effetto. audi​.at


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