Il design biofilico rafforza il rapporto con la natura all’interno dell’architettura e degli spazi abitativi: moments presenta alcuni esempi particolarmente suggestivi.
Il Jewel all’aeroporto Changi di Singapore è considerato un esempio spettacolare di design biofilico. Al centro si trova il Rain Vortex, una cascata interna alta 40 metri, la più alta al mondo, circondata da rigogliosi giardini su più livelli. L’acqua piovana viene riutilizzata per il raffreddamento, mentre un sistema audio 3D diffonde suoni naturali. L’obiettivo è quello di offrire un’esperienza di viaggio rilassante e sensoriale.
A Madrid, il giardino verticale di Patrick Blanc al CaixaForum crea un’oasi verde di 460 metri quadrati con 15’000 piante, senza bisogno di terra. Questo sistema contribuisce al raffrescamento dell’ambiente, riduce il consumo d’acqua e trasforma un muro tagliafuoco in un’opera d’arte vivente che fonde natura, clima ed estetica urbana.
Solo vegetazione?
Il design biofilico non si limita più alle semplici piante da interno. Alla base vi è un principio progettuale olistico che si articola in tre categorie fondamentali. La «natura nello spazio» indica l’integrazione diretta di elementi naturali come pareti verdi, tetti vegetali, superfici d’acqua, luce naturale, aria fresca e habitat per uccelli o insetti.
Le «analogie naturali» riprendono forme, materiali e colori presenti in natura: legno, pietra, linee organiche, motivi frattali e tonalità terrose. Il terzo livello è il «carattere dello spazio», che riguarda l’atmosfera. Apertura e intimità, luce e ombra e ordine visivo danno vita a spazi che richiamano i paesaggi naturali.
Design biofilico nella propria casa
Non tutte le piante sono adatte a ogni ambiente: luce, umidità e spazio sono fattori decisivi. Tra le specie più robuste figurano la sansevieria, la pianta della fortuna e la monstera. L’orecchio di elefante, la strelitzia e il ficus amano molta luce. Negli angoli ombreggiati prosperano la spathiphyllum, la palma del calzolaio e il giglio verde. I cactus o la pilea aggiungono un tocco speciale. Per sfruttare le superfici verticali si possono scegliere piante rampicanti o pendenti come l’edera o il filodendro. La regola fondamentale è raggruppare piante con esigenze simili. In alternativa, si può optare subito per una parete verde realizzata da professionisti: naturaldesign.at/biophiles-design
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