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Da prigione a icona del design, da monastero a rifugio: nella serie «Stranger Stays» vi presentiamo hotel fuori dal comune, sia dal punto di vista architettonico che storico ed emotivo. Ad aprire le danze è un luogo che, come pochi altri, gioca con i contrasti: a Nara, una prigione del 1908 si trasforma in un lussuoso rifugio per i viaggiatori alla ricerca dell’insolito.

Nara è un luogo di silenzio. Conosciuta per i suoi templi antichi e per i cervi che si muovono liberamente nei parchi, la città è stata a lungo considerata una semplice gita da Kyoto. Ma a giugno questa percezione cambia radicalmente. Con la trasformazione dell’HOSHINOYA Nara Prison, un monumento della modernità giapponese torna a nuova vita: una prigione del 1908 diventa un rifugio per viaggiatori in cerca dell’eccezionale.

Un monumento dell’epoca Meiji

Per comprendere la portata di questo edificio bisogna tornare all’epoca Meiji, quando il Giappone si apriva rapidamente all’Occidente. La prigione di Nara non era pensata come luogo di terrore, ma come simbolo di progresso. L’architetto Keijiro Yamashita progettò il portale principale in stile romanico: con le sue torri cilindriche e le cupole eleganti ricorda più un palazzo che un carcere. Questo gioiello in mattoni rossi è oggi l’unico del suo genere conservato integralmente nella sua struttura originaria. Dove un tempo il «sistema Haviland» permetteva un controllo totale grazie a blocchi di celle disposti a stella, oggi questa architettura radiale crea una geometria quasi sacrale e una straordinaria luce.

Hoshino Resorts
Hoshino Resorts ©

Aprile 2026: un museo delle grandi domande

Prima dell’arrivo dei primi ospiti, in aprile 2026 apriva il Nara Prison Museum. Sotto la direzione creativa di Taku Satoh e Adrien Gardère, il museo pone una domanda centrale: cosa significa davvero essere liberi? I visitatori possono scoprire la storia centenaria del luogo prima che inizi l’attività alberghiera. È proprio questa dimensione filosofica a rendere il progetto così profondo.

Giugno 2026: accenti delicati nella pietra dura

L’apertura dell’hotel è prevista per il 25 giugno 2026. La sfida architettonica consisteva nel mantenere la rigidità delle strutture senza far sentire l’ospite costretto. L’architetta Rie Azuma ha lavorato sui contrasti: il mattone grezzo racconta la storia, mentre luci calde, legni pregiati e tessuti raffinati creano un senso di accoglienza. Poiché una singola cella non offriva spazio sufficiente, fino a undici celle sono state unite per creare ambienti ampi e confortevoli. Ne nasce un’estetica calma, che invita a lasciare fuori il ritmo frenetico del mondo.

Cucina tra due mondi

Anche la proposta gastronomica unisce culture diverse. Nell’ex sala da pranzo viene servita una cucina fusion giapponese-francese, ispirata al periodo della grande modernizzazione. Che si tratti di Wagyu shabu-shabu o di raffinata pasticceria con agrumi locali, tutto è realizzato al massimo livello e pensato per essere gustato con le bacchette. Tra serate con grammofono e tour in risciò per le vie di Nara, scopri una forma di libertà che in un luogo simile non ti aspetteresti.

hoshinoresorts​.com


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