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L’Oman visto da vicino: cultura e storia caratterizzano la vita quotidiana

Travel · novembre 2024

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Robert Haidinger

novembre 2024

Un ritratto del Paese

Nessun altro Paese arabo presenta una così alta densità di autentiche tradizioni culturali come l’Oman. Le visite si snodano lungo antichi canali d’irrigazione, nei giardini di rose e lungo la leggendaria Via dell’incenso, fino ai forti dimenticati. Ad accompagnare quasi sempre il programma: una tazza della bevanda nazionale «kahwa» con gli amichevoli abitanti del luogo.

L’antico fucile, uno scintillante pugnale ricurvo Khanjar, le rughe marroni screpolate che ricordano le faglie di pietra dei vicini monti Hajar: l’anziano sembra essere stato dipinto. Ma all’improvviso le sue membra magre prendono vita. In un attimo afferra una capra che sta passando al trotto, le accarezza le costole e ne tasta i testicoli rosa con un’espressione da intenditore. Poco dopo, l’affare è perfetto. L’uomo vuole assolutamente portare con sé questa capra del piccolo villaggio di montagna! Scene come questa si possono vedere ogni venerdì nella rotonda ombreggiata dell’asta del bestiame di Nizwa. Pastori con pecore e capre fanno il loro giro per ore accanto a un suk storico. Le maschere dorate delle donne beduine brillano al sole. I metuselah dalla barba bianca e dai pugnali ricurvi fanno della fiera del bestiame più famosa del Paese un Eldorado fotografico.

Monti Hajar © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman
Le mani di una donna beduina, decorate con l’henné © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman

Uno sguardo al passato dell’Oman

Naturalmente, Nizwa è pittoresca anche in altri giorni. Non per niente la città montana, a 172 chilometri da Mascate, è considerata una roccaforte della tradizione omanita. Un tempo, il vecchio souk, i cui pesanti cancelli di legno vengono ancora chiusi ogni sera, era considerato uno dei più grandi d’Arabia. Qui è possibile immergersi nel passato dell’Oman ancor meglio che in altri luoghi del Sultanato. Sebbene il dedalo di vicoli tortuosi sia stato ripulito, i mercati del pesce, dei tessuti, delle ceramiche e dei datteri, finemente piastrellati, si distinguono ancora per la suddivisione in diversi mestieri. È facile capire che Nizwa è ancora considerata il centro degli argentieri omaniti e una mecca locale per l’artigianato. Questo vale anche per le sfumature tradizionali della vita quotidiana che si notano a ogni angolo. Gli uomini siedono davanti a una caffetteria con le tubature dell’acqua che gorgogliano. I teli da vela tesi proteggono dal sole e ci ricordano la saggezza delle antiche tradizioni edilizie arabe, che oggi stanno sperimentando un’entusiasmante rinascita sotto forma di torri del vento, fontane d’aria e condotti di ventilazione sotterranei. A Nizwa, la visione dell’era pre-moderna è davvero completa. Scale tortuose conducono a enormi torri cannone rotonde, che ci ricordano l’importanza della capitale «segreta» del Paese. Il centro indiscusso delle regioni montuose interne dell’Omani è sempre stato fortificato. Un tempo Nizwa accoglieva gli intrusi non invitati con miele caldo di datteri, servito attraverso le fessure sopra gli stipiti dei cancelli chiusi a chiave. Se si guarda dai merli alla cupola smaltata d’oro e blu della vicina Moschea del Sultano Quaboos e agli alloggi dei teologi, si rimane colpiti da questo scorcio di storia.

Architettura omanita, a destra: Moschea del Sultano Quaboos — Vista dalla fortezza di Muttrah © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman
Fortezza di Nakhal © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman
Fortezza di Nakhal © Ministry of Heritage and Tourism of Stulante Oman
Fortezza di Khasab, Musandam © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman
Fortezza di Rustaq © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman

Un giardino di rose, promesso!

L’orgoglio per le antiche tradizioni contraddistingue l’intera regione. In nessun altro Paese arabo l’artigianato, l’agricoltura tradizionale o l’architettura sono stati conservati così bene come in Oman. Oltre alle moderne interpretazioni dell’arte e dell’architettura islamica, non mancano forti storici e numerosi villaggi che raccontano in modo autentico la vita del passato. La piccola città di Birkat al-Mauz, a pochi chilometri da Nizwa, è una di queste gemme nascoste. Le case grigio argilla giacciono all’ombra di un vecchio forte. I datteri, che qui sono particolarmente dolci, sono apprezzati in tutto il Paese. Ma soprattutto è la porta d’accesso all’altopiano di Saiq, a 2’000 metri di altezza, dove le rose di Damasco, meravigliosamente profumate, vengono coltivate all’aria fresca di montagna, in roseti che contano fino a cinquecento anni di storia e in cui sono sparsi 7’000 cespugli. Ogni primavera, i boccioli di rosa pieni trasformano le pendici della montagna di Jabal Akhdar in un’opera d’arte di colore rosa intenso e i visitatori possono assistere alla loro elaborata raccolta. La raccolta manuale inizia nelle prime ore del mattino. I petali di rosa vengono poi raccolti con una presa speciale, in modo molto delicato e senza graffiare le mani, per poi essere messi in cesti per la successiva lavorazione il giorno stesso: è il preludio di un viaggio nel paese delle meraviglie olfattive dell’Oman. La rosa damascena, una delle varietà di rose più antiche del mondo, è tra le preferite dagli aromaterapeuti moderni. Il suo olio essenziale contiene oltre 400 sostanze, che ne fanno un antico rimedio nella sua terra d’origine, l’Oman, e un ingrediente irrinunciabile di innumerevoli specialità gastronomiche. I petali di rosa sotto il cuscino fanno fare bei sogni, come si dice qui. Per mantenere freschi i petali di rosa raccolti, vengono prima stesi su un tappetino e poi messi in una ciotola di metallo per la distillazione in due fasi, che a sua volta viene posta in un forno di argilla dall’aspetto arcaico. Il liquido, che si condensa in acqua di rose dopo diverse ore di riscaldamento, gocciola poi in un’altra ciotola, dove sviluppa tutta la sua fragranza nel corso di almeno un mese. L’acqua di rose affumicata viene prodotta in questo modo in Oman fin dal IX secolo. Chiunque abbia assaporato il profumo sul posto, insieme al paesaggio degli antichi villaggi di montagna, lo ricorderà per tutta la vita.

Omaniti che raccolgono petali di rosa sui monti Hajar © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman
Antico villaggio a Jabal Shams © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman

Antiche abilità ingegneristiche

L’area intorno a Nizwa ospita molti luoghi speciali in cui conoscenze antiche e la moderna parola magica della sostenibilità si fondono in modo talvolta magico. Il Forte di Bahla, a circa 40 chilometri a ovest di Nizwa, è attorniato da undici chilometri di mura, che ne fanno la maggiore rovina del Paese. Le torri del castello si ergono per oltre dieci metri nel mezzo di un’oasi lussureggiante. Alcune delle case di fango a due piani adiacenti sono ancora oggi abitate e il vecchio pozzo del villaggio è ancora in uso. Passeggiando per i vicoli di Bahla, nei cortili è possibile imbattersi nei famosi ceramisti del villaggio, che qui cuociono i loro manufatti con metodi millenari: enormi contenitori per il grano e i datteri, brocche porose per il raffreddamento dell’acqua. Bahla si trova a pochi minuti di auto dall’altrettanto imponente forte di Jabrin, che all’interno si rivela un elegante palazzo residenziale. Ancor prima di Bahla, una deviazione porta alle catene montuose sempre più ripide del Jebel Akhdar. Qui si incontrano le rovine di Al-Hamra, costruite in terra rossastra, dove è stato recuperato un antico bazar coperto, e infine il villaggio di montagna di Misfat Al Abriyeen, che testimonia una tradizione antica del tutto diversa. I melograni e gli agrumeti terrazzati si estendono intorno al villaggio come un giardino dell’Eden. Il sistema di irrigazione Aflaj, ideato 2’500 (!) anni fa, è ancora intatto qui, come in molti luoghi dell’entroterra omanita, ed è controllato da leggi rigorose. In passato, i guardiani dell’acqua garantivano l’equa distribuzione dell’elisir di lunga vita per mezzo di un recipiente forato che si riempiva lentamente d’acqua. È appena possibile intuire la complessità di questa ingegnosa opera ingegneristica, da tempo riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e tramandata di generazione in generazione. Dopotutto, gli Aflaj non solo formano uno dei sistemi di irrigazione più sofisticati al mondo, ma anche un sistema pressoché ingestibile. Migliaia di canali attraversano l’arido territorio desertico, scorrendo sottoterra e in superficie, attraversando gallerie e viadotti, sapientemente affinati dall’esperienza, senza ausili idraulici e guidati solo dalle pendenze. Il risultato è un capolavoro di cooperazione comunitaria.

Raccolta dei datteri © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman

Resta con il «kahwa»!

Il cemento di questa coesione è molteplice. Abbiamo già parlato dell’amore degli omaniti per l’acqua di rose. Ma non abbiamo ancora accennato alla coltivazione della loro speciale cultura del caffè. Chi pensa di sapere già tutto quello che c’è da sapere sul caffè dovrà ricredersi. La bevanda nazionale «kahwa» viene servita in verde oliva e non nel tradizionale colore moka. È dolce e forte allo stesso tempo, talvolta aromatizzata con cardamomo e chiodi di garofano, e sempre servita in piccole tazze senza manico. Ma soprattutto, il «kahwa» rappresenta la proverbiale cerimonia dell’ospitalità omanita, inserita in un complesso galateo e affiancata da una selezione culinaria di datteri, frutta fresca e prodotti da forno. Il ricco patrimonio culturale che rende questo Paese così straordinario si manifesta in modi diversi. Mentre specialità regionali come la produzione di acqua di rose, gli arazzi e le stuoie colorate della piccola città di Al-Khaburah o il mercato per sole donne di Ibra ispirano l’orgoglio locale, altre sono presenti uniformemente in tutto il Paese. Forse ha a che fare con i conflitti armati di un tempo, con la vita generalmente dura del vicino deserto o con le rigide strutture di clan e famiglie, il fatto che un dettaglio architettonico si distingua in modo particolare qui. Esattamente: sono i cancelli e le porte d’ingresso dal design elaborato, la membrana strutturale tra interno ed esterno, tipica dell’Oman. Non c’è giorno in cui non ci si soffermi ad ammirare una fortezza medievale, un palazzo o una porta elaborata di una casa tradizionale adornata con colori accattivanti.

Molte porte d’ingresso in Oman sono sontuosamente decorate © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman
Forte Al Jalali e Forte Al Mirani, Mascate © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman

Oriente profumato

L’antica tradizione commerciale del Dhofar, più a sud, è in qualche modo sia radicata nella regione, sia tipica dell’intero sultanato, sia un contributo storico al patrimonio culturale olfattivo mondiale. Tutto questo si può dire della culla dell’incenso, la preziosa resina con cui i Re Magi si recarono dal neonato Gesù: una visita relativamente recente. Per molte migliaia di anni prima di allora, il profumo del Made in Oman era già radicato nella storia dell’uomo come dono rituale: 7’000 anni, per essere ragionevolmente precisi, e in tutte le culture del Vecchio Mondo. Il fatto che l’UNESCO abbia dichiarato Patrimonio dell’Umanità la valle secca di Wadi Dawkah, dove oggi crescono oltre 5’000 esemplari di Boswellia sacra, l’albero dell’incenso arabo, oltre agli antichi porti della leggendaria Via dell’Incenso, riempie d’orgoglio non solo gli abitanti del Dhofar, ma anche tutto l’Oman. L’incenso reale omanita al-Hojari, che presenta una lucentezza verdastra e appare quasi trasparente, è considerato il più costoso al mondo. I viaggiatori della regione possono apprendere molto sui profili degli aromi, sulle perle di resina di grandi dimensioni e di forma particolarmente bella e sulle sfumature cromatiche che rappresentano odori ed effetti diversi. La perla verde smeraldo come la varietà argentata di alta qualità, il limone o l’incenso d’ambra pesante e cannellato: anche in questo caso l’Oman ti invita a intraprendere un viaggio molto speciale. Ti porta nel regno delle fragranze e ti apre le porte di un mondo antico.

Albero di incenso © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman
Bruciatori di incenso al Muttrah Souq di Mascate © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman
Negozio di souvenir con splendidi souvenir © Ministry of Heritage and Tourism Sultanate of Oman

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