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Zampe corte, grande impatto: ciò che gli amanti dei cani sanno da tempo è ormai arrivato anche nel mondo della moda e del design — il bassotto è, e resta, una vera icona di stile. Anche nel 2026 difficilmente un trend gli sfugge. Che sia una stampa, un accessorio o un oggetto d’interior, il bassotto è un statement a sé.

Forse perché non ha mai cercato di piacere a tutti. Forse perché, nonostante la sua lunghezza, non appare mai remissivo. Il bassotto rappresenta il carattere più della perfezione — e si inserisce sorprendentemente bene in un’epoca in cui l’individualità conta più della patina.

In città come Zurigo, Basilea o Ginevra fa ormai parte della quotidianità urbana. Indossare una stampa con un bassotto o mettere un vaso a forma di bassotto su uno scaffale non significa soltanto amare i cani, ma anche comunicare una certa ironia verso il proprio stile: prendersi sul serio, ma non troppo. Molto svizzero, in fondo.

Bassotto to go

Partiamo da dove le tendenze si notano subito: gli accessori. Le borse a forma di bassotto sono diventate il nuovo it-piece per chi non confonde l’umorismo con la banalità. La più evidente? La Weeny Bag di Susan Alexandra — giocosa, iconica e perfetta per iniziare una conversazione.

J.W. Pei reinterpreta il lungo quadrupede come borsa grafica e colorata, mentre Thom Browne con la Baby Hector Bag propone una versione lussuosa, quasi scultorea. Qui il bassotto può essere elegante — restando però inconfondibilmente se stesso.

Amore per cani da indossare

Chi trova le borse troppo esplicite sceglie le stampe. Maglioni, felpe o pantaloni con motivi di bassotto sono bestseller per molti brand. Nel marchio streetwear Aelfric Eden compare su jeans, top e jogger che vanno regolarmente sold out. Minimalista o giocoso, il bassotto sui tessuti porta leggerezza nella vita quotidiana senza risultare frivolo. Particolarmente affascinanti sono le immagini che non lo trasformano in un fumetto, ma lo mostrano come una vera personalità.

Il padrone di casa

E poiché oggi le tendenze raramente si fermano alla porta di casa, il bassotto entra con naturalezza anche nell’interior design. Come vaso, statuetta o oggetto decorativo aggiunge spirito agli spazi minimalisti senza disturbarli. Un esempio perfetto è il vaso-bassotto di Fluid Market, a metà strada tra design joke e pezzo da collezione.

Perché il bassotto piace così tanto in Svizzera

Che proprio in Svizzera il bassotto stia vivendo un ritorno di fiamma non è affatto casuale. Secondo osservazioni di allevatori e proprietari — e come recentemente discusso anche sulla stampa nazionale — il bassotto è diventato una razza di tendenza silenziosa: oltre 9500 piccoli compagni dalle zampe corte risultano già registrati.

Le ragioni sono pragmatiche e tipicamente svizzere. Il bassotto è compatto, perfetto per la città e sorprendentemente robusto. Sta bene negli appartamenti d’epoca come nei nuovi complessi urbani, è sobrio ma non è mai un «seguace» —e questo tocca un nervo scoperto. A Zurigo esiste persino dal 2023 The Social Sausage, una daycare esclusivamente per bassotti. Un’idea che suona meno come nicchia e più come conseguenza logica: una razza con così tanto carattere merita uno spazio pensato apposta.

In una società che ama la funzionalità ma non vuole rinunciare all’individualità, il bassotto appare quasi come l’equivalente animale del buon design svizzero: indipendente, durevole, pieno di personalità. Non un cane-status iperselezionato, ma una creatura con spigoli, temperamento e presenza. E il fatto che sia anche fotogenico e perfetto per i social media, naturalmente, non guasta la sua popolarità.

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Mittelpunkt ©

Lump – Il bassotto più celebre della storia dell’arte

Molto prima di diventare un motivo di moda e design, il bassotto aveva già un posto fisso nella storia dell’arte. Lump, il bassotto del fotografo David Douglas Duncan che visse accanto a Pablo Picasso, era molto più di un animale domestico: fu una musa e un osservatore silenzioso nella vita di uno degli artisti più influenti del Novecento.

Lump arrivò da Picasso a Cannes nel 1957 e divenne presto una presenza costante nello studio. Picasso lo ritrasse più volte, anche nelle sue variazioni su Las Meninas di Velázquez, dove Lump appare in primo piano — sicuro di sé, presente, perfettamente centrato.

Il nome significa più o meno «tappo» o «goffo batuffolo», e pare gli calzasse a pennello. Testardo, indipendente e totalmente indifferente al culto del genio, Lump divenne il simbolo di quel carattere da bassotto che celebriamo ancora oggi: piccolo, ma impossibile da ignorare.


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