I fiori appartengono ai motivi iconografici più antichi dell’arte e, allo stesso tempo, sono tra i simboli più presenti della contemporaneità. Con la mostra Flowers Forever, visitabile alla Kunsthal Rotterdam fino al 30 agosto 2026, i Paesi Bassi dedicano per la prima volta una grande esposizione alla storia culturale del fiore. Oltre duecento opere ed elementi espositivi provenienti da arte, design, moda e scienza mostrano come il suo significato sia cambiato nel corso dei secoli.
La mostra segue un approccio storico-culturale. I fiori appaiono qui non solo come motivo estetico, ma anche come portatori di simbolismo religioso, beni economici, segni politici o elementi di complessi sistemi ecologici. In sette capitoli tematici, l’esposizione ricostruisce quanto profondamente le piante siano legate ai rituali sociali, alle emozioni e alle idee.
All’inizio del percorso i visitatori entrano in una delle installazioni più spettacolari della mostra: Calyx dell’artista britannica Rebecca Louise Law. L’opera è composta da oltre centomila fiori essiccati assemblati in una grande struttura che riempie lo spazio. Il pubblico si muove attraverso un ambiente multisensoriale fatto di profumi, colori e texture, un’installazione che invita consapevolmente alla lentezza e alla contemplazione.
La mostra evidenzia anche quanto profondamente i fiori siano radicati nelle immagini mitologiche e religiose. Nella mitologia greca antica essi simboleggiano spesso trasformazione o intervento divino. Un esempio noto è il mito di Narciso, la cui storia non ha solo influenzato la tradizione letteraria ma ha dato il nome anche a uno dei fiori primaverili più conosciuti.
Un altro focus è dedicato al rapporto tra arte e scienza. Disegni botanici ed erbari del XVIII e XIX secolo documentano quanto strettamente l’osservazione scientifica e la rappresentazione artistica abbiano lavorato insieme. Una figura storica centrale è la naturalista Maria Sibylla Merian, il cui lavoro Metamorphosis insectorum Surinamensium del 1705 è anch’esso parte della mostra. L’artista contemporanea Patricia Kaersenhout riprende questo capitolo nella sua opera Of Palimpsests and Erasure. Attraverso grandi lavori tessili richiama l’attenzione su fonti di conoscenza spesso trascurate, in particolare il sapere botanico delle donne indigene e africane rimasto a lungo invisibile.
Anche gli aspetti economici trovano spazio. Nel XVII secolo, durante la mania dei tulipani nei Paesi Bassi, i fiori divennero per la prima volta oggetti di speculazione. L’artista britannica Anna Ridler traduce questo legame storico tra natura e mercato nel presente. Nella sua video-opera Mosaic Virus la crescita di un tulipano reagisce alle oscillazioni del prezzo del Bitcoin.
La mostra affronta anche i significati politici delle piante. L’artista canadese Kapwani Kiwanga si concentra nella sua opera The Marias sulla pianta del fiore di pavone. I suoi semi venivano utilizzati dalle donne schiavizzate per interrompere gravidanze indesiderate, un silenzioso atto di resistenza all’interno dei sistemi coloniali.
Accanto agli oggetti storici la mostra presenta anche opere di media art contemporanea. Lo studio olandese DRIFT espone Meadow, un’installazione cinetica di fiori meccanici che si aprono e si chiudono in un movimento coreografato. Il media artist francese Miguel Chevalier invita invece in un giardino virtuale con la sua installazione interattiva Extra Natural, in cui piante digitali reagiscono ai movimenti dei visitatori.
Flowers Forever è stata ideata dalla Kunsthalle München, che ha realizzato il progetto insieme alla Kunsthal Rotterdam. La mostra è accompagnata da un ampio catalogo che approfondisce ulteriormente il significato culturale dei fiori nell’arte e nella società.
Questa esposizione dimostra chiaramente che i fiori sono molto più che semplici motivi decorativi. Raccontano storie di fede, potere, scienza, commercio e resistenza e riflettono così la complessa relazione tra l’essere umano e la natura.
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