Natale ai tropici, Capodanno al sole. Destinazioni lontane che fanno sognare.
Il paradiso all’improvviso
Dall’alto sembra una mezzaluna di sabbia soffice che separa la terra dall’acqua. L’isola di Dhonakulhi è incontaminata, essendo stata aperta al turismo solo in questo secolo. La meta giusta per i minimalisti: isola da sogno, spiaggia, immersa nella propria impronta. Siamo atterrati nell’atollo di Haa Alifu, una zona di terra paradisiaca nell’estremo nord delle Maldive, nota fino a poco tempo fa per la filatura delle corde e per una moschea con la più antica iscrizione nella lingua locale Thanaa. L’atollo di Haa Alifu è caratterizzato anche dalla montagna naturale più alta di tutte le Maldive: tre metri di altezza, misurati presso il villaggio di Faridoo. E in qualche modo sono sublimi anche le vacanze in questo luogo a lungo trascurato, che finalmente ha ottenuto l’apertura dello Hideaway Beach Resort & Spa. L’isola dei sogni è lunga 1,4 km e larga 300 m.
Oltre alle ville con piscina privata, ci sono bungalow costruiti su palafitte, tra i più grandi di tutte le Maldive. Ma XXL è anche quel programma festivo adatto a tutte le fasce d’età e che completa appuntamenti ultra-romantici come il Castaway BBQ sulla spiaggia privata o la Beach Dinner per coppie per Capodanno 2022. A far divertire i bambini del miniclub ci pensano le casette in pane speziato, la pittura di magliette natalizie e la caccia al tesoro in compagnia della renna Rudolf, mentre nella spa aleggia il profumo di cannella. Inoltre, troverete disegni di pupazzi di neve all’interno del bar Meeru, una deliziosa cena di Natale e la possibilità di decorare insieme una palma. Alle 17 conviene avviarsi verso la spiaggia di Meeru: finalmente nevica! Oh oh oh! Passa anche Babbo Natale! Dresscode: piedi nudi e costume rosso sotto l’accappatoio vanno benissimo.
Pink Christmas
Le più belle sfumature di turchese, la terza barriera corallina più grande al mondo: gli ospiti del Kamalame Cay non hanno scelto un posto a caso. Il resort situato sull’isola di Andros unisce la sensazione di essere Robinson Crusoe e il fascino dei Caraibi. Romantici bungalow avvolti da bouganville si trovano direttamente sulla spiaggia. Pescatori dilettanti remano tra le mangrovie alla ricerca di tarponi. Accanto ad essa si estende una giungla di bonsai, con mogani nani alti un metro, cedri in miniatura e palme da açai, tipiche delle Bahamas. I momenti di gioia come quelli offerti al resort Exuma Cays sono molti, tra questi per esempio anche i porcellini delle Bahamas che possono essere osservati non solo a Capodanno. L’attrazione locale è infatti una nuotata con questi maialini addestrati.
Le Bahamas, con oltre 700 isole, sono più estese di quanto si possa pensare e sono il luogo ideale per una festa di Natale caraibica: il Jankanoo Festival, un coloratissimo carnevale, che inizia il 26 dicembre e trasforma varie zone del paese in uno spettacolo unico. Lenny Kravitz, star della musica statunitense, la cui madre ha origini bahamiane, è profondamente legato a Eleuthera. Lunga e stretta, come una fenditura tra le onde dell’Atlantico e dei Caraibi, quest’isola si estende per 160 chilometri. Blu vellutata e ruvida da un lato dell’isola, turchese increspato dall’altro. Il vero motto dell’isola di Eleuthera è: «Think pink!». La spiaggia rosa ad est di Harbour Island è lo sfondo ideale per servizi fotografici di moda con un tocco decisamente femminile. All’imbrunire, quando la spiaggia di Pink Sands assume un colore particolarmente intenso dovuto a innumerevoli coralli schiacciati, il cielo regala addirittura qualche nuvoletta bianca che sembra essere di cotone.
Tra modernità e fascino britannico
Singapore all’alba del terzo millennio: se tutto va secondo i piani, in questa data lontana verrà aperta un’urna che è stata nascosta sotto la prima pietra del vecchio municipio qualche tempo fa. All’interno si troveranno monete e sei numeri di giornali regionali. Il fatto che la città-stato sia così lungimirante si deve alla recente metamorfosi della città e alla conversione degli edifici storici. Nella National Gallery di Singapore, spessi rami di cemento armato crescono verso l’alto accanto a colonne corinzie, dando l’immagine di un tempio d’arte pieno di dipinti. Il magnifico edificio del Museo Nazionale fa da sfondo alla storia coloniale in un modo completamente diverso. La luce diffusa filtra attraverso le vetrate vittoriane dell’imponente rotonda, mentre le esposizioni spiegano cosa si provava negli anni Sessanta e in altri decenni a Singapore. Nel migliore dei casi si lascia l’edificio con una nuova sensazione: all’improvviso Singapore sembra più familiare.
Anche la ristrutturazione di uno dei più grandi hotel coloniali asiatici, completata qualche tempo fa, è sulla stessa linea. Si tratta dell’hotel Raffles di Singapore che occupa un intero isolato all’interno dell’ex quartiere amministrativo Civil Lines e che offre cocktail degni di nota. Il famoso Singapore Sling è stato infatti inventato proprio qui: Beefeater gin, cointreau, cherry liqueur, Benedectine, uno spruzzo di angostura e succo d’ananas. Chi ha stile lo ordina al Long Bar, mentre chi ha un debole per le feste di ispirazione britannica con un tocco coloniale può spostarsi per i festeggiamenti direttamente all’interno dell’hotel. Il leggendario Afternoon Tea viene adattato al Natale, così come i menù del Butcher’s Block o dell’Osteria BBR di Alain Ducasse. Con i laboratori natalizi Raffles potrai scoprire come creare un mini giardino portatile. Sono disponibili anche box regalo per Natale, contenenti la marmellata originale Singapore Sling.
Per completare il pacchetto con un po’ di relax basta prendere un volo per la Riserva di Bawah, a soli 277 chilometri di distanza e nel mezzo dell’arcipelago incontaminato delle Anambas: senza dubbio il più bel rifugio ecologico della regione.
Sotto l’egida del drago del tuono
Un viaggio in Bhutan è inevitabilmente un viaggio interiore. All’arrivo nella valle incantata di Paro, sul versante sud dell’Himalaya, si è sopraffatti dall’emozione, tanto è incantevole l’ambiente, quasi fatato. Una volta giunti al Six Senses Paro, una cosa è subito chiara: il luogo è eccezionale e regna una rara atmosfera di serenità. Chi poi soggiorna al Six Senses Paro e contempla le foreste di conifere fino alla valle argentea, non solo ha raggiunto un bel resort, ma anche un mondo con uno stato d’animo diverso. Nella terra del drago del tuono tutto sembra immerso nella calma e nell’armonia, lontano dalla frenesia natalizia tipica del mondo occidentale. Nei monasteri circostanti, dove sventolano le bandiere di preghiera, il bagliore delle lampade cerca di allontanare l’oscurità e invita alla quiete e all’acquiescenza. Tutto ciò è possibile in Bhutan: il paese d’influenza buddhista che attira l’attenzione con concetti come «la felicità nazionale lorda» e con tutta una serie di riti mozzafiato.
Il Six Senses Paro è uno dei sei hotel del gruppo alberghiero. Altrettanto sontuose sono le magnifiche residenze dell’Aman Resort ad Amankora. Nel Bhutan non c’è periodo migliore dell’inverno per ritrovare un po’ di pace interiore: il cielo è sereno nonostante le cime dell’Himalaya in lontananza siano già ricoperte di neve. Le temperature durante il giorno sono moderate, ma la sera i ceppi scoppiettano nella tradizionale stufa Bukhari, riscaldando il corpo e l’anima. Attrazioni come il vicino monastero di Taktshang e la Tana della Tigre, incastonato nella parete rocciosa, saranno riservate quasi esclusivamente a te. Invece delle feste e del cenone di Capodanno, in queste settimane sono previste le celebrazioni dei templi tibetani. E con un po’ di fortuna vedrai passare una gru dal collo nero.
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