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Ciò che per un pittore è la tela, per un profumiere è il flacone. La loro arte invisibile modella ricordi, emozioni e identità. Come i profumieri compongono le fragranze, preservano la natura e ridefiniscono il lusso, tra artigianato, sostenibilità e innovazione.

Chiamati semplicemente «nasi» nel settore, questi creatori danno vita a storie olfattive fatte di contrasti e armonia. «Il profumo è l’arte che fa parlare la memoria», afferma Francis Kurkdjian, creatore dell’iconico Baccarat Rouge 540 e direttore creativo di Dior. La sua nuova creazione, Rose Star, celebra la rosa di maggio di Grasse con una leggerezza scintillante.

Anche Olivier Polge di Chanel paragona il profumo alla musica: «Note e accordi formano composizioni». Da Bulgari, Jacques e Camille Cavallier-Belletrud hanno creato insieme Allegra Insieme, una fragranza intrisa di gioia di vivere. E la serie Replica di Maison Margiela trasforma attimi fugaci, come il calore di un camino o la pioggia estiva, in ricordi sensoriali duraturi.

Auch Olivier Polge bei Chanel sieht Parfum als Musik: «Noten und Akkorde formen Kompositionen.» Bei Bulgari entwerfen Jacques und Camille Cavallier-Belletrud gemeinsam Allegra Insieme – ein Duft voller Lebensfreude. Und die Replica-Serie von Maison Margiela verwandelt flüchtige Momente wie Kaminfeuer oder Sommerregen in greifbare Erinnerungen.

Dal fiore all’essenza

I profumi sono opere d’arte profondamente radicate nella natura. Lancôme coltiva fiori rari nel Domaine de la Rose a Grasse secondo il principio dello zero waste. Dior preserva il patrimonio della sua firma floreale con lo Château de La Colle Noire, mentre YSL Beauty combina responsabilità ecologica e lusso nei Ourika Community Gardens. Prada spinge ancora oltre la sperimentazione: grazie all’intelligenza artificiale, ha sviluppato per la prima volta un autentico accordo di gelsomino, un incontro perfetto tra scienza e creatività.

Il completamento visibile

Il profumo trova la sua forma definitiva nel flacone, che è molto più di un semplice contenitore: è un oggetto di design. Lalique lo ha trasformato in una scultura, Mugler ha introdotto nel 1992 l’idea del flacone ricaricabile «Fountain» e Prada ha lanciato una dichiarazione di iconografia moderna con il flacone triangolare Paradoxe. In questi oggetti la precisione incontra l’emozione e l’invisibile diventa tangibile.

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Prada ©

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