In occasione della Milano Design Week 2026, Atelier Vierkant ha presentato “Archae & Petrae”, dimostrando come la ceramica oggi possa essere pensata oltre il classico contenitore: come superficie, struttura e parte integrante di spazi paesaggistici.
Nei padiglioni di Rho Fiera, l’azienda familiare belga si è concentrata sulle forme base esistenti, tra cui i modelli DT e IRIS. Al centro non c’era la forma, bensì la sua evoluzione. La tavolozza dei colori è rimasta ridotta: bianco, grigio, verde tenue. A colpire sono state le superfici: irregolari, a tratti grezze, con tracce visibili della cottura. I pezzi non sembravano prodotti in serie, ma materiali con una propria storia. La perfezione non gioca alcun ruolo; l’elemento decisivo è la struttura.
Petrae: Collaborazione con Gerhard Zemp
Con «Petrae», esposta nello showroom di Paola Lenti nel quartiere Maciachini, il focus si è spostato. Qui Atelier Vierkant ha collaborato con l’architetto del paesaggio svizzero Gerhard Zemp. Zemp apporta la sua esperienza all’intersezione tra architettura e vegetazione. La ceramica non viene più pensata come un vaso, ma come parte di una struttura spaziale. Le opere esposte fungono da seduta, confine o elemento paesaggistico. In particolare, le panche scultoree mostrano questo approccio: dal design pulito, ma con un effetto visivo vicino alle formazioni rocciose naturali. Un aspetto fondamentale è l’utilizzo in esterni. Gli agenti atmosferici e la crescita della vegetazione sono parte integrante del progetto. Gli oggetti cambiano nel tempo, reagendo all’ambiente circostante.
Janus: Transizioni
Il modello «Janus» unisce entrambi gli approcci. Superfici lisce incontrano aree grezze. Non si tratta tanto di contrasto quanto di transizione. Qui emerge l’evoluzione dell’atelier: dall’oggetto verso applicazioni nello spazio. Nel contesto della Milano Design Week, la presenza del brand si è distinta per la sua sobrietà. Nessuna messa in scena, nessun effetto speciale. Al centro sono rimasti la materia, la superficie e l’applicazione.
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