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Solo sabbia e ancora sabbia? Sbagliato: antiche civiltà orientali, arte internazionale e una ricca storia culturale: l’Egitto è in prima linea.

Egitto, per la precisione Giza: basta pensare alle piramidi e alla sabbia per sentire quasi il caldo torrido. 4.500 anni di civiltà. Un’architettura che stupisce ancora oggi. E di fronte, a una certa distanza di rispetto, le opere d’arte contemporanea di «Art D’Egypte», che mira a sfumare il confine tra passato e presente.

La tela perfetta

«Forever is now», dal 23 al 15 novembre 2024, trasforma i visitatori in archeologi del presente, creando causalità e connessioni. Le installazioni giocano con la storia, la mitologia e, soprattutto, il paesaggio in cui la brutalità della luce è onnipresente. Si potrebbe quasi dire che la luce costituisce un materiale da costruzione a sé stante, il vento in ogni caso. Il deserto, che sia di ghiaccio, di pietra o di sabbia, ha sempre affascinato e ispirato le persone. La vastità, lo sguardo che non viene distratto da nulla, che si perde da qualche parte: la tela apparentemente vuota ha un effetto quasi ipnotico.


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